Ognuno di noi ha una propria modalità di scelta, c’è chi dà importanza all’ambiente, chi alle competenze, chi alle persone, chi ad altro…
Immagina… di avere vicino al tuo nuovo luogo di lavoro due caffetterie, con qualità del caffè simile…
La prima è molto comoda, a pochi passi, davanti ha uno spazio coperto ma all’aperto dove hanno ricreato una sorta di giardino con piante e fiori, ove ti puoi piacevolmente intrattenere al telefono prima di entrare al lavoro o dove poter fumare in tranquillità una sigaretta anche se piove.
Il locale è stato rinnovato da poco, ha un arredamento che profuma ancora di nuovo e che dà luce, e qua e là qualche tocco di colore lo ravviva maggiormente, le macchine del caffè sono di ultima generazione, tutto è in ordine e le belle vetrate lasciano entrare il sole, le nuove tazzine hanno proprio un design di tuo gusto.
Entri, attirato da quel bellissimo contesto ed ordini il tuo caffè, e il barista.. con lo sguardo basso, con fare scocciato, sbuffa.. ed hai la sensazione di averlo disturbato nel suo momento di relax e… alla velocità di una lumaca impigliata in una rete, te lo prepara, tutto senza mai guardarti in faccia ma nel momento in cui sul tuo viso si palesa il pensiero che ti sta girando per la testa: “non ho mezz’ora di tempo… cosa cavolo ci vuole per preparare un caffè?!?” lui finalmente alza il volto perché con la coda dell’occhio ha notato la tua espressione e… con uno sguardo ti fulmina e ti dice stizzito: “sto lavorando!, sto lavorando! arriva il caffè! Arriva!” e lo posa sul lungo lucido bancone difronte a sé ma distante da te e.. non dici nulla ma fra te e te pensi… “forse forse, il proprietario avrebbe dovuto cambiare anche il personale nella ristrutturazione“
Il secondo giorno invece decidi di provare l’altra caffetteria, quella dove vanno sempre alcuni colleghi che poi tornano sul lavoro con aria allegra. Questa però è un pochino più distante, ha l’ingresso giusto giusto nella strettoia, dove anche il marciapiede si restringe e si è costretti a camminare in fila indiana.
Pioviggina leggermente e per un istante ti lasci prendere dalla pigrizia, non hai nemmeno l’ombrello ma poi invece la curiosità ti spinge … man mano che ti avvicini noti lì intorno negozietti vecchi, che paiono rimasti invariati negli ultimi 30 anni e finalmente arrivi alla caffetteria;
Nella vetrina, non molto grande, noti il ripiano con delle campane di vetro, ove in modo ordinato vengono esposte brioches e diversi tipi di dolcetti ognuna con un suo cartellino descrittivo; Hai la sensazione che diano molta attenzione ai gusti delle persone e alle intolleranze alimentari, nell’angolino, separate da un bellissimo vaso di fiori, in un’altra campana ci sono anche le brioches per i celiaci, sono fresche, con un aspetto più invitante di quelle normali, che quasi quasi, anche se tu non lo sei, ti viene voglia di assaggiarle.
Varcando l’ingresso ti guardi intorno e noti l’arredamento un po’ cupo di 30 anni fa, esattamente come i negozietti di quella zona, ma noti anche che hanno dato un tocco di particolarità all’ambiente, ogni dettaglio è curato e l’atmosfera è accogliente.
E mentre osservi il locale, e ti senti avvolto dal profumo di caffè e delle brioches, una voce dolce e squillante attira la tua attenzione, è la ragazza dietro al bancone, che con uno splendido sorriso ed un espressione gioiosa ti dice: “buongiorno!!! Un benvenuto a questo nuovo cliente! cosa le posso far gustare?”
Ordini il tuo caffè, che in pochi istanti ti viene servito accompagnato da un biscottino, e la ragazza servendoti ti dice:” ho notato che osservava le briosches per i celiaci, ho pensato che lei lo fosse, questo un piccolo assaggino senza glutine per lei, li facciamo fare ad una pasticceria specializzata per dare a tutti i nostri clienti la possibilità di un dolcino, lo assaggi! E’ buonissimo!!”. Ringrazi, paghi il caffè, che a pensarci non era proprio un granché e torni al lavoro con il sorriso stampato sul volto.
Ora ti chiedo, in quale delle due caffetterie tornerai?
In quella dall’ambiente bellissimo e comodo o nel secondo, dove sono attenti alle persone?
Ognuno ha una sua risposta, entrambe sono ok, è una scelta;
Così allo stesso modo ci sono aziende che danno più importanza alle persone, altre all’ambiente ed altre alle competenze.
Il mio personale parere è che sono le persone a fare la differenza, le competenze si possono acquisire / migliorare e l’ambiente migliora da sé se si scelgono le persone giuste.